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DELLA DISSOLUZIONE DELLA SOCIETÁ

2020-06-29 12:52

Luca Bandini

Società,

DELLA DISSOLUZIONE DELLA SOCIETÁ

A mano a mano che passa il tempo, mi rendo conto sempre di più che la nostra società sta raggiungendo velocemente il punto di non ritorno.

A mano a mano che passa il tempo, mi rendo conto sempre di più che la nostra società sta raggiungendo velocemente il punto di non ritorno.


Se da una parte il progresso tecnologico e scientifico continuano a crescere vertiginosamente - basti pensare che negli anni '70 un computer della Nasa o istituzione similare, poteva occupare una stanza intera mentre oggi lo stesso strumento con una potenza 10/100 volte superiore, è racchiuso in uno spazio di pochi centimetri quadrati - per converso e paradossalmente, la diffusione fra le masse del relativo beneficio a livello di conoscenza e cultura diffusa, non procede con la stessa velocità, anzi.


Ripensando a quando ero ragazzo e a cosa dovevo fare per ottenere informazioni non reperibili né in casa né a scuola, mi stupisco e rammarico al tempo stesso, vedendo che le nuove generazioni invece di approfittare dellìimmensa fortuna che hanno avendo a disposizione una "rete" ove è possibile trovare di tutto e di più - basta saperla usare a modo - non fanno altro che perdere il loro tempo correndo dietro ai vari "mi piace" piuttosto che a fare proprie le innumerevoli bufale che circolano nel Web.


Senza entrare nel dettaglio sulla sostanza di ciò che viene pubblicato o meno sulla rete, vorrei soffermarmi sul fatto che una cosa pubblicata può essere o vera o falsa e per verificare l'una o l'altra delle ipotesi il sistema è estremamente semplice: al di là del fatto che la persona che la legge possa o meno avere di suo la conoscenza necessaria a discernere la verità, sapendo "navigare" in rete, in pochissimo tempo si potrebbe trovare la risposta all'enigma.
 Ovviamente per i problemi di ordine generale e non per le classiche DOMANDE senza risposta dell'umanità.


 

Mi si potrebbe obiettare che in sostanza sono problemi loro e che non fanno male a nessuno.
Invece il problema, come desunto dal titolo di questo scritto, è proprio insito in questo fenomeno le radici del quale debbono essere ricercate in un comune denominatore che è solo ed esclusivamente la mancanza non della conoscenza ma della curiosità che di conseguenza genera la conoscenza.
 In effetti e parlando con le nuove generazioni se ne ha una sensazione immediata, alla base della diffusissima ignoranza imperante nella gran massa della gente, non c'è tanto la difficoltà nel reperire le informazioni, quanto l'esatto contrario, ovvero una troppa abbondanza di informazioni a portata di mano collegata con l'assenza assoluta della curiosità che, fondamentalmente è il motore base della conoscenza.

 

E venendo a chi è responsabile di ciò, contrariamente al continuo lamento generalizzato di quasi tutti, che continuano a dare la colpa a istituzioni, piuttosto che scuola o media, la colpa di tutto ciò senza possibili scusanti è solo ed esclusivamente dell'istituzione della famiglia e, quindi, di noi tutti.
 Tutto questo, mescolato alle conseguenze naturali che ne scaturiscono - se le nuove classi dirigenti provengono da questo entroterra permeato dalla massima ignoranza possibile, è del tutto ovvio che le azioni generate dalle stesse entità, genereranno sempre più problemi di quanti la società tutta potrà sopportarne - sta portando il nostro modello societario al più ampio fallimento.
 Per fare un esempio che sia esaustivo di quanto sopra esplicitato, basti pensare al problema del mescolamento delle razze.


 Abbiamo davanti agli occhi i risultati perversi di quello che succede a mescolare due razze senza apportare i giusti correttivi; laddove una delle due razze è nettamente superiore, la più debole soccomberà drasticamente senza possibilità di salvezza in pochissimo tempo mentre dove la differenza sia meno accentuata, questa soccombenza della più debole avrà un decorso più lungo ma la fine sarà la stessa.


Basti pensare ai nativi del continente Americano che nell'arco di poco più di 2 secoli, sono praticamente scomparsi senza aver nemmeno la possibilità di integrarsi.
Per il secondo esempio, si veda cosa sta succedendo fra la razza bianca e quella nera: sono ormai oltre 5 secoli che si cerca di far si che le due razze coesistano pacificamente e si integrino ma il risultato ottimale ancora non è raggiunto del tutto e, a mio modesto parere, non lo sarà mai del tutto.
 e si potrebbe continuare all'infinito, tanto è piena la storia di esempi simili.
Tutto questo per riportarci all'attualità e valutare il madornale errore che la nostra classe politica sta percorrendo, con quali superiori obiettivi non è dato sapere, nel voler far si che due culture e religioni assolutamente diverse ed inconciliabili fra loro, si uniscano e si fondano insieme!


Utopia all'ennesima potenza!!!


 A partire dalle differenti concezioni della vita stessa, diametralmente opposte in alcuni settori come il rapporto fra uomini e donne, passando per i differenti approcci verso la prevenzione e cura delle malattie - anche se nessuno ci si sofferma più di tanto, ma è estremamente pericoloso mescolare due popolazioni che in fatto di prevenzione e vaccinazione abbiano dei concetti opposti, in quanto la prima li applica e la seconda non sappia nemmeno cosa siano - e finendo alle religioni praticate.
 Non solo una piena integrazione non sarà assolutamente possibile ne ora ne mai, ma le ovvie frizioni e differenze fatalmente genereranno problemi di non facile soluzione, per usare un eufemismo.
 A mio modesto avviso e detto con estrema rabbia, amarezza e paura del futuro, tutto questo porterà inevitabilmente ad uno scontro di proporzioni inimmaginabili.


Come parallelo, basti pensare a quello che è successo nel 476 dc dopo la deposizione di Romolo Augusto, che per ben 10 mesi resse il più grande e duraturo impero d'occidente, quello romano: ci fu lo sfacelo generale e l'intera Europa entrò di fatto in un periodo di oscurantismo assoluto denominato Medio Evo.


Troppo lungo sarebbe affrontare le problematiche e le cause del decadimento dell'Impero Romano d'Occidente ma quello che vorrei far capire è che a un lunghissimo periodo di prosperità, avanzata tecnologica, culturale e sociale in genere a causa dell'abbondanza di tutti questi elementi e al darli per scontati senza per altro apportare i giusti correttivi, alla fine la società si è dissolta a causa della sua lassezza ed alla sua cecità di fronte ai problemi incalzanti.
 Lo stesso sta succedendo a noi, con la sola differenza che le conseguenze potrebbero essere molto più drastiche e violente di quelle di 15 secoli fa.
 

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